5 novembre 2007
17 ottobre 2007
Fontana (FI) a Fassino: "E' vero, abbiamo il chiodo fisso. Vogliamo seria verifica ultime elezioni politiche".
Pur non essendo affar nostro, l'ormai storico e patologico vizio della sinistra all'imbroglio, in occasione di qualsiasi consultazione, persino delle proprie elezioni interne quali sono state le primarie, e in occasione delle votazioni del referendum sul Welfare, evidenzia con maggiore forza come sia ancora attuale e fondata la nostra richiesta di verifica del risultato delle ultime elezioni politiche".
4 ottobre 2007
Prodi non governa perchè non ha i voti, non c'entra la legge elettorale
19 settembre 2007
Al Senato campione schede limitato
"Non entro nel merito delle risultanze dei colleghi del Senato, ma, rispetto al controllo che e’ stato deliberato alla Camera, si tratta di campioni poco significativi che non sono in grado di definire con certezza linee di tendenza considerando gli stretti margini in regioni come la Campania". |
12 luglio 2007
Voto estero, Fontana "Grave che Fancelli smentisca se stesso. Lo venga a dire in audizione".
L'onorevole Gregorio Fontana, capogruppo di Forza Italia nella Giunta delle Elezioni della Camera, ha dichiarato:
"Durante i suoi numerosi interventi radiofonici di questi giorni, ultimo questa mattina su Radio 24, il dottor Claudio Fancelli, Presidente dell'Ufficio Centrale della Circoscrizione Estero, sostiene che "il voto è valido e che la legge è stata rispettata. Quando le schede sono arrivate in Italia la procedura è stata del tutto corretta".
Si tratta di dichiarazioni fortemente contraddittorie rispetto a quanto affermato durante le audizioni fatte lo scorso anno davanti alle Giunte delle Elezioni di Camera (28 giugno) e Senato (14 novembre) - di cui fortunatamente ci sono precisi e minuziosi resoconti stenografici.
Visto che Fancelli ha cambiato versione, ho chiesto al Presidente della Giunta delle Elezioni della Camera, On. Donato Bruno, di riconvocarlo con la massima urgenza e, resoconto alla mano, capire il perchè oggi Fancelli afferma cose diverse da quelle che aveva sostenuto alcuni mesi fa.
E' bene ricordare a tutti che l'organizzazione della "macelleria elettorale" di Castelnuovo di Porto era di nomina e sotto la responsabilità dell' ufficio centrale della circoscrizione estero di cui Fancelli è il presidente.
Evidentemente il magistrato ha fatto confusione anche questa volta. La stessa confusione che regnava sovrana durante lo scrutinio dei voti all'estero ed anche durante la gestione della fase presso l'ufficio centrale della circoscrizione estero, dove si sono persino aggiustati i verbali utilizzando procedure molto discutibili.
Fancelli oggi dice, contrariamente a quanto affermato nelle sedi ufficiali, che è tutto a posto. Ma come mai allora la Giunta delle Elezioni della Camera non ha ancora potuto iniziare il suo lavoro di verifica sulla circoscrizione estero a causa della miriade di omissioni e di errori presenti proprio sui verbali maneggiati dagli uffici di Fancelli?
Le continue esternazioni del dottor Fancelli in sede non ufficiale non contribuiscono alla credibilità delle Istituzioni ed a fare chiarezza su questa vicenda".
Voto estero, Fancelli cambia idea: Piccole anomalie, e' regolare
"Il voto e' valido perche' la legge e' stata rispettata. Quando le schede sono arrivate in Italia la procedura e' stata del tutto corretta".
Claudio Fancelli, presidente dell'Ufficio centrale della circoscrizione Estero in occasione delle Politiche del 2006, fa marcia indietro e, intervenendo alla trasmissione Viva Voce su Radio 24, conferma la regolarita' delle operazioni di voto degli italiani all'estero nel marzo scorso. Parole che ridimensionano quello che lo stesso Fancelli pronuncio' durante le sue due audizioni tenute, lo scorso anno, davanti le Giunte delle elezioni di Camera (28 giugno) e Senato (14 novembre). Allora il magistrato punto' il dito soprattutto sulle modalita' di scrutinio nei magazzini di Castelnuovo di Porto, dove erano stati istituiti i centri di raccolta del materiale elettorale proveniente dalle circoscrizioni estere.
Nel momento dello spoglio, spiego' allora Fancelli, ci si e' trovati davanti a una marea di schede e di buste aperte che sono state accumulate senza un criterio e hanno prodotto una grande confusione. Cosi' gli addetti allo scrutinio si sono trovati davanti a una grossa quantita' di schede votate, bianche o nulle e sono piombati nel caos, "buttando i numeri sui verbali cosi' come sono venuti". Inoltre "tutto e' stato fatto a discrezionalita' dei presidenti di seggio, senza che il presidente dell'Ufficio per la circoscrizione Estero potesse dirgli come, dove e cosa fare".
A volte, poi, alcuni segretari hanno ammesso che i presidenti di seggio disponevano a proprio piacimento dei verbali, trascrivendo cifre che non corrispondevano ai risultati effettivi. Oggi, invece, il presidente torna sui suoi passi e dice: "Al momento del voto ci possono essere state situazioni anomale, pero' quando le schede sono arrivate in Italia, all'aeroporto di Fiumicino, la procedura e' stata del tutto corretta. Puo' essere successo qualcosa in qualche seggio, ma sono cose che possono verificarsi anche nei seggi nazionali". Ora, insomma, di "numeri buttati cosi' come sono venuti" e di "totale discrezionalita' dei presidenti di seggio" sembra non esserci piu' traccia. Cosi' come sono spariti i dubbi sulla distribuzione e smistamento del materiale elettorale all'estero. L'anno scorso Fancelli parlo' di plichi e di certificati passati nelle mani di "persone difficilmente controllabili". Mentre in Italia tutto venne seguito sotto stretto controllo della forze dell'ordine, all'estero ci si affido' ai consolati o agli uffici postali. "Ma - prosegui' Fancelli - ci sono uffici in paesi dove le persone si sono recate a votare a dorso di mulo o di cammello e dove il materiale puo' essere gestito da qualsiasi funzionario". Nell'intervista odierna di questi problemi neanche l'ombra. Unica macchia del voto all'estero sarebbe stato il sistema di voto per corrispondenza con il quale la segretezza "e' andata a farsi benedire" e che sono semplici "defaillance non poste sotto il controllo di un'autorita' pubblica". Quindi tutto puo' essere considerato regolare e legittimo? Per Fancelli si', visto che "il sistema e' quello" e "il legislatore quando ha varato la legge sapeva che andava incontro a una situazione del genere". Poco importa se, come confermo' Fancelli nelle sue audizioni parlamentari, i problemi furono tanti: si registro' un numero di votanti maggiore di quello degli elettori, ci furono incongruenze tra i voti di lista e quelli di preferenza, in molti casi non fu rispettata l'integrita' dei plichi elettorali, si videro incongruenze tra i manifesti e le liste elettorali che ingannarono gli elettori. E, soprattutto, in molti casi si procedette, in sede di scrutinio, alla "quadratura" dei verbali dei seggi lasciati completamente bianchi.
da ilvelino
10 luglio 2007
Elezioni, Fontana (FI): "Annullare subito risultati voto estero".
ELEZIONI: BONDI, DOPO VIDEO VOTO ALL'ESTERO SIA ANNULLATO
''Le rivelazioni comparse sul sito de 'La Repubblica' confermano che il voto all'estero e' stato cosi' chiaramente e inconfutabilmente caratterizzato da irregolarita' e da veri e propri brogli da richiedere di essere annullato''.
Lo afferma il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi. ''Questo fatto - prosegue - conferma che l'esito delle elezioni dello scorso anno e' da riconsiderare. Nessuno puo' governare il Paese con il dubbio fondato della legittimita' delle elezioni. E' comunque necessario questo punto e non piu' rinviabile procedere a ricontare tutte le schede elettorali per fugare ogni possibile vizio d'origine sulla legittimita' di questa legislatura''.
7 luglio 2007
La Cdl in rimonta sulle schede truccate
Intervista a Gregorio Fontana su L'OCCIDENTALE.IT
“Da una vittoria per 0.06 per cento ad una per 0.0007 per cento”. Gregorio Fontana, capogruppo di Forza Italia nella Giunta per le elezioni lancia il suo avvertimento. Impegnato nel lungo e faticoso compito del riconteggio del 10 per cento delle schede, il deputato forzista insiste sulla necessità di un controllo più accurato. Le sorprese del resto potrebbero essere dietro l’angolo.
Onorevole Fontana, allora è vero, le elezioni forse le ha vinte la CdL?
“Beh, andiamoci piano. Per ora siamo sono in una fase iniziale di analisi e controllo. Ce ne vuole per dare una risposta definitiva. Però dai controlli che stiamo effettuando c’è una tendenza che indica un costante recupero del divario della CdL nei confronti dell’Unione”.
Da uno 0.06 per cento ad uno 0.0007 per cento?
“Più o meno è questo il trend che stiamo riscontrando durante le nostre verifiche. Ma le posso dire di più…”
Dica…
“Se facessimo un controllo su tutte le schede e quindi non su un campione del 10 per cento ci potrebbe essere un recupero notevole. La CdL potrebbe trovarsi sopra l’Unione di 30mila voti. Sia chiaro parlo in base a proiezioni ma anche in virtù di studi fatti da esperti che non si possono certamente annoverare tra le fila degli ultrà berlusconiani”.
Si riferisce al professor Ricolfi?
“Appunto. Nel suo ultimo libro riferendosi alle ultime elezioni scrive che non è possibile dire con certezza chi abbia vinto. Ci si trova di fronte ad un risultato aperto, che va ben oltre le proiezioni statistiche”.
Sarebbe opportuna, quindi, una verifica più approfondita?
“Certamente. E’ da tempo che lo stiamo chiedendo. E’ evidente che uno scarto così misero non può e non deve lasciare indifferenti. Negli Usa basta uno scarto tra due liste di un punto percentuale per far scattare automaticamente i controlli. Ma purtroppo ci troviamo di fronte a continue omertà e ad un atteggiamento quanto mai ostruzionistico da parte del centrosinistra”.
Una presunta maggioranza che non vuole fare luce?
“E’ così. Solo dopo l’inchiesta di Enrico Deraglio hanno accettato di aprire un timido confronto. Un’inchiesta che più che colpire la CdL ha colpito loro stessi. Ma devo ammettere che siamo in alto mare. Da un lato la mole del lavoro dall’altro il comportamento dell’Unione. Così come siamo messi forse solo tra dodici anni potremmo dire di aver finito il nostro controllo. Ma allora penso che sarebbe troppo tardi?”
Ma perché tutto questo tempo?
“Capiamoci subito: è la prima volta che in Italia si mette mano a un riconteggio delle schede. Quindi non avevamo dei precedenti. Siamo andati avanti in una situazione sperimentale ed ora con le soluzioni adottate abbiamo visto che andavamo troppo a rilento. Dunque è necessario cambiare registro. Poi dobbiamo considerare anche un altro aspetto…”.
Prego…
“In Giunta stiamo facendo il lavoro che è stato fatto in 6mila sezioni. E’ un’opera enorme, immane. E’ evidente che quattro deputati alla volta non possono riuscire in breve tempo a completare la verifica. Si deve trovare una via d’uscita”.
Quale?
“Noi abbiamo proposto la modifica del regolamento della Giunta, sempre nel rispetto dei principi costituzionali, aprendo anche ad altri deputati le operazioni di controllo. Pensiamo alla costituzione di circa 300 sottocomitati. In questo modo riusciremo in un paio di mesi a terminare tutto il lavoro e dare al Paese una risposta definitiva sul risultato delle elezioni”.
E qual è stata la reazione dell’Unione?
“Ci hanno accusato di essere golpisti. Si rende conto? Mi chiedo che cose avrebbero fatto se fossimo stati noi a vincere per soli 20mila voti. Penso che avrebbero riempito le piazze. Incendiato auto e bloccato il Paese con scioperi. E poi noi saremmo i golpisti?”.
Quindi lo stallo…
“La questione adesso è politica non più solamente tecnica. Tutta la CdL ha avanzato la sua proposta per uscire da questa situazione. Ora spetta all’Unione dimostrare sensibilità istituzionale. Altrimenti, lo dico scherzando, dovremmo ricorrere all’Onu. E’ possibile che in un Paese democratico come il nostro dopo più di un anno dalle elezioni ancora il Parlamento non è in grado di pubblicare i risultati ufficiali? Sembra che sia diventato il quarto segreto di Fatima”.
Infine il voto estero. Lì la situazione è peggiore…
“Proprio così. Lì il controllo preliminare non abbiamo ancora potuto iniziarlo perché mancano gli schemi, i verbali, cioè i parametri di riferimento rispetto ai quali iniziare il controllo. Ora dovremo fare una “quadratura forzata” per poter iniziare la verifica con tutti i limiti che si possono immaginare”.
6 luglio 2007
IL CORAGGIO DI ANDARE SINO IN FONDO da Il Tempo
| di ROBERTO ARDITTI Tra le numerose questioni che agitano la scena politica c'è la verifica della correttezza dei risultati elettorali, questione che giace trascurata in Parlamento e che questo giornale ha riportato in prima pagina negli ultimi giorni. Lo stato dell'arte è semplice e complesso al tempo stesso. Semplice se consideriamo che la legislatura è ormai iniziata da oltre un anno, pur avendo preso il via con assetti parlamentari basati su risultati di sostanziale parità tra gli schieramenti. Complesso se consideriamo che gli elementi di perplessità sui risultati dello scorso anno sono diversi. E proprio perché sono diversi, essi paiono capaci di consegnare un diverso risultato finale, qualora indagati con scrupolo e completezza. A questo punto però occorre considerare qual è l'interesse collettivo, atteso che la ricerca della verità è comunque obiettivo d'importanza fondamentale. Forse allora è di una qualche utilità osservare la questione dal punto di vista delle due coalizioni, per cogliere alcuni aspetti che sono essenzialmente politici. Cominciamo dalla maggioranza. Il centrosinistra ha sempre alzato un muro di critica ogni qual volta dal centrodestra qualcuno ha dedicato attenzione all'argomento. Così è stato anche in questi giorni, quando a tornare sul tema è stato Gregorio Fontana (Fi). Cosa dice Fontana? Dice che la proiezione su scala nazionale dei primi riscontri induce a ritenere che il risultato proclamato potrebbe non corrispondere a verità. Dalla maggioranza sono piovuti insulti e sberleffi, fino all'accusa di "golpismo". Sono parole del tutto insensate. Mostrano i nervi a fior di pelle dell'Unione, che già ha tanti problemi e cerca di evitare di aggiungerne di nuovi. Certo è che dai vari paladini del Diritto e della Giustizia ci aspetteremmo ben diverso atteggiamento. Penso ad esempio ad Antonio Di Pietro, ruspante custode della legalità. Perché, caro Ministro, lei non ha tuonato dal primo giorno della legislatura per le scrupoloso verifica, scheda per scheda, di qual è la reale volontà degli italiani? Temo che resteremo senza risposta. Un fatto è comunque certo. Quale che sia l'esito della vicenda, la legislatura ha preso avvio facendo nascere un governo sulla base di equilibri parlamentari precari e poggiati su risultati elettorali risicatissimi e viziati da zone di dubbio, che vanno dalla corretta trasposizione dei verbali in risultati proclamati alla gestione del voto all'estero, senza dimenticare la delicata questione dei voti espressi senza l'uso della matita copiativa, quindi non validi per legge. In definitiva il centrosinistra si deve rassegnare all'idea che alla storia arriva un esito elettorale dubbio, che tale dovrà essere ricordato per sempre. Se invece guardiamo al tema con l'occhio dell'opposizione la prospettiva ovviamente cambia. E qui occorre essere franchi. Le richieste di verifica rapida ed efficace sono giuste. Ma francamente tardive. Oltre il 20% del tempo della legislatura è già trascorso. La questione andava posta subito in modo drastico, magari annunciando la partecipazione dell'opposizione alle sedute d'insediamento ed elezione dei Presidenti, per poi astenersi da ogni lavoro parlamentare fino a controllo di tutte le schede. Berlusconi avrebbe potuto giocare questo ruolo a mani libere, dopo l'insediamento del governo Prodi, sgomberando il campo da ogni accusa di difesa del proprio ruolo di capo del governo. Ciò non è accaduto. Ora la questione mantiene la sua importanza, ma non è più in grado di produrre effetti concreti. E questo non ci piace. |
L'intervista su l'Opinione
Intervista dell'on.Gregorio Fontana su Affari Italiani
Intervista su Affari Italiani
Forza Italia torna alla carica sul tema del riconteggio delle schede delle elezioni politiche del 2006. "Dai numeri che sono usciti finora, e che non sono esemplificativi di nessun dato certo, risulta un netto recupero del Centrodestra, in base a poche sezioni scrutinate. Il campione esaminato è soltanto quello della circoscrizione del Lazio. Facendo però la proiezione nazionale verrebbe assegnato un recupero di quasi 22 mila voti al Centrodestra", annuncia ad Affari Gregorio Fontana, capogruppo di Forza Italia nella giunta delle Elezioni di Montecitorio. "Tutto ciò dimostra, come ha spiegato il professor Ricolfi nel suo libro, che il risultato delle Politiche del 2006 è ancora aperto se non viene verificato. Alla fine la differenza potrebbe essere di 15 mila voti ma anche di 30 mila. Quindi, ipoteticamente, il risultato potrebbe essere ribaltato".
"A quattro mesi dall'inizio della verifica, il punto principale è che a questi ritmi il controllo non andrà mai in porto, perché solo per completare il campione del 10% ci vorrebbero 12 anni. Una cosa è inaccettabile. Abbiamo posto il problema in Giunta per sollecitare una presa di posizione e abbiamo proposto di allargare la platea dei deputati verificatori, fermo restando le prerogative dell'artiolo 66 della Costituzione. Come Casa delle Libertà abbiamo presentato una proposta che prevede di costituire 300 sottocomitati in modo che sia possibile effettuare la verifica in tempi veloci".
"Il Centrosinistra ci ha preso in giro, dandoci addirittura dei golpisti. Ha accolto la nostra proposta con sufficienza, dicendo di invitare anche i parlamentari inglesi e quelli europei. Golpista è chi governa senza avere i voti. Noi siamo davvero stufi di questa situazione. Abbiamo avuto un risultato coperto da un'ombra, stiamo facendo una verifica che non ha eguali nella storia della repubblica e Berlusconi è stato addirittura accusato di aver imbrogliato per cosa... per far vincere Prodi? Chiediamo una verifica seria e veloce. E ci danno dei golpisti. Evidentemente hanno paura e non sono sicuro del risultato. Occorre mettere una parola fine a questa storia. Dicono che il Parlamento lavora poco? E' vero. Allora mettiamo tutti i parlamentari a verificare le schede e in due o tre mesi riusciremo a scrutinare un numero di schede sufficiente per capire che cosa sia successo. Altrimenti il risultato delle Politiche dell'anno scorso diventerà come il quarto segreto di Fatima, che ha ancora da essere sciolto".5 luglio 2007
Silvio Berlusconi: "hanno paura dei dati veri"
Rispondendo ad una domanda sul riconteggio delle schede elettorali il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha dichiarato: "Hanno paura dei dati veri".
La dichiarazione di Sandro Bondi
Le indiscrezioni che emergono dalla commissione impegnata nel riconteggio delle schede delle ultime elezioni politiche lasciano presagire cio' che si sospettava da tempo, e cioe' che il centrosinistra non avrebbe vinto le elezioni.
Questo insieme al mortificante spettacolo che la pseudo maggioranza insediata al governo infligge ogni giorno al Paese, dovrebbe convincere tutti che questa legislatura e' nata senza conferire legittimazione ne' una piena investitura democratica a chi invece ha occupato tutte le istituzioni, disconoscendo la realta' del Paese.
Elezioni, risultato come il quarto segreto di Fatima? da www.ilVelino.it
Roma, 4 lug (Velino) - La riconta dei voti in corso alla Camera con ritmi esasperatamente lenti sta producendo esiti parziali che confermano la mancanza di certezze su chi abbia davvero vinto le elezioni politiche dello scorso anno. Il Tempo oggi ha reso noti i contenuti di un dossier riservato elaborato dal deputato di Forza Italia Gregorio Fontana che segnala come, sulla base del campione sinora analizzato dai membri della Giunta per le elezioni di Montecitorio, la differenza tra le due coalizioni si sia già ridotta a una soglia di tremila voti. Lo stesso Silvio Berlusconi ha commentato gli sviluppi della situazione con una lapidaria battuta, riferita alle resistenze dell'Unione verso il riconteggio: “Hanno paura dei dati veri”. Il margine di vantaggio del centrosinistra tende ad assottigliarsi, perché il recupero di voti a favore del centrodestra tende ad accentuarsi. Confermando, del resto, un trend che si era già manifestato in occasione di precedenti verifiche, come ha documentato in un saggio recentissimo il sociologo Luca Ricolfi, giunto alla conclusione che “al momento, nessuno è ancora in grado di stabilire con ragionevole certezza chi ha vinto le elezioni del 2006”. Nelle consultazioni in cui si è discusso di presunte irregolarità (Referendum 1946, Politiche 1953, Regionali del Lazio 1995, Politiche 1996, comunali Torino 1997, Politiche 2001) il margine di vittoria di una coalizione è sempre stato infatti nettamente superiore a quello con cui l’Unione avrebbe prevalso l’anno scorso: solo lo 0,06 per cento dei voti. Voti che sarebbe stato possibile aggiungere senza fare i salti mortali. Analizzando la riconta delle schede nulle alle Regionali del Lazio del 1995, delle schede nulle alle Politiche del 2001 e di quelle contestate delle ultime elezioni, infatti, Ricolfi osserva come “in sede di riconta la destra si è riappropriata di un numero di voti più che doppio rispetto alla sinistra”. In base ai tre casi in esame, insomma, “sembra che la capacità di incidere della sinistra” sui risultati elettorali “sia un po’ maggiore di quella della destra”.
Nel dettaglio: alle Regionali del Lazio nel 1995, il candidato di centrosinistra Piero Badaloni aveva vinto con un margine di circa settemila voti (+0,21 per cento) su Alberto Michelini, candidato del centrodestra. Poi, dopo il riconteggio, il margine di vittoria di Badaloni era sceso da settemila a cinquemila preferenze (dallo 0,21 allo 0,16 per cento). Nel caso delle Politiche del 2001, su un campione riesaminato di 337 schede, 227 sono andate alla destra, 110 alla sinistra. Quindi, alle ultime Politiche, in base alle risultanze della Giunta delle elezioni della Camera, delle 1.290 schede contestate solo 499 sono state riassegnate: precisamente 340 (oltre due terzi) alla destra, 159 alla sinistra. Il rapporto di recupero in sede di riconteggio del centrodestra, insomma, risulta essere più che doppio di quello della sinistra (D/S= 2,1). A questo punto, però, denuncia Fontana, se non sarà decisa un’accelerazione, i lavori di verifica non potranno essere chiusi prima di dodici-tredici anni. Servirebbe una modifica al regolamento che consenta di impegnare più deputati, assistititi da personale adeguato, nella riconta delle schede, per giungere rapidamente ad accertare chi avesse diritto, tra i due schieramenti, al premio di maggioranza. E chi abbia vinto le elezioni.
Ed è proprio questo ciò che ha chiesto la Cdl attraverso una proposta di modifica al regolamento della Camera sottoscritta dai rappresentanti di tutti i partiti del centrodestra in Giunta delle elezioni. Per Fontana (FI), Pierfrancesco Gamba (An) ed Emerenzio Barbieri (Udc) si deve infatti estendere a tutti i deputati il potere di riscrutinare i risultati dei seimila seggi (su sessantamila complessivi) già acquisiti dagli Uffici di Montecitorio. "Ci accusano di lavorare poco - osserva il deputato azzurro -. Ecco un'occasione per darsi tutti da fare. E sull'argomento più importante di cui possa occuparsi il Parlamento: stabilire chi ha veramente vinto le elezioni, e accertare se dunque non sia in carica da un anno un governo abusivo". Fontana aggiunge poi che solo di fronte ad una così massiccia moltiplicazione dei comitati di verifica sarebbe ragionevole prendere in considerazione la riduzione del campione. "In quel caso - chiarisce - il combinato disposto delle due decisioni potrebbe infatti consentirci di terminare i lavori in tempi molto più rapidi".
Nella maggioranza c'è pero chi respinge al mittente la richiesta dell'opposizione quasi in tempo reale. "È un'ipotesi impraticabile - risponde Maurizio Turco, membro della Giunta delle Elezioni per la Rosa nel Pugno -. Perché vorrebbe dire cambiare le regole sulla verifica dei voti con le quali si è andati alle urne. Dovevano pensarci prima. Creando una legge che può assegnare il premio di maggioranza alla Camera anche in virtù di un solo voto in più, era doveroso predisporre a priori diverse modalità di riconteggio delle schede". Turco nell'occasione attacca poi duramente Fontana per il suo dossier sui riconteggi fin qui effettuati. "Chiederò formalmente - dice - che la Giunta delle Elezioni prenda una posizione netta sul falso e fazioso dossier di Gregorio Fontana. Come pure sul fatto che ha violato la riservatezza sui nostri lavori di verifica". "I dati resi pubblici da Fontana sul riconteggio delle schede elettorali - gli fa eco Maria Cristina Perugia, capogruppo di Rifondazione comunista-Se nella Giunta per elezioni della Camera -, non hanno alcuna valenza e vengono usati in maniera strumentale per cavalcare la tesi della truffa elettorale. Le operazioni di riconteggio delle schede sono solo all'inizio. Abbiamo controllato solo una circoscrizione e per tanto qualsiasi proiezione è inattendibile".
Altrettanto pronta però la controreplica di Fontana. "Di fronte ai primi esiti parziali emersi sulle schede verificate - ribatte il capogruppo di Forza Italia nella Giunta delle Elezioni della Camera - si capisce il nervosismo dei colleghi della sinistra. Si capisce meno perché l'onorevole Turco parli di dati falsi e addirittura di golpismo. Di falso non c'é nulla: né i dati, né le proiezioni che peraltro confermano quanto sostenuto da studiosi (Ricolfi, Feltrin, Testa) indipendenti sulla possibilità molto concreta di un risultato elettorale diverso da quello proclamato. Golpista è piuttosto chi volesse governare senza aver vinto le elezioni. Quanto alla riservatezza sui lavori della Giunta, dovrebbe essere interesse di tutti che l'esito delle elezioni del 2006 non si trasformasse nel quarto segreto di Fatima".
Elezioni, Fontana (FI): "Golpista è chi governa senza voti cittadini".
L'onorevole Gregorio Fontana, capogruppo di Forza Italia nella Giunta delle Elezioni della Camera, ha dichiarato:
4 luglio 2007
Dossier riservato di Forza Italia: «Recuperiamo il triplo della sinistra, ma loro rallentano»
| di FABRIZIO DELL'OREFICE L'APPUNTO è scritto a caratteri grandi. Come quelli che vengono inviati a Silvio Berlusconi, che notoriamente non ama relazioni lunghe. Preferisce testi stringati. Poche parole e qualche numero. E i numeri parlano chiaro: la riconta dei voti che sta effettuando la Camera dei deputati ha portato a un sostanziale pareggio. Il vantaggio di poco meno di 25mila voti conquistato dal centrosinistra si è già assottigliato a meno di tremila. E la tendenza è di una continua rimonta del centrodestra e la differenza si assottiglia sezione dopo sezione. I dati fanno parte di un dossier riservato di Forza Italia preparato da Gregorio Fontana, capogruppo degli azzurri nella giunta per le elezioni della Camera, in pratica l'«uomo della riconta». Forse l'ultimo uomo della riconta, visto che Fontana, uno dei giovani emergenti degli azzurri, è il deputato a cui Silvio Berlusconi ha affidato il disperato compito di provare ad avere ragione nelle verifiche sebbene la maggioranza, nel senso dell'Unione, gli sia tutta contro. Ma i numeri, almeno quelle che emergono dalle schede, gli stanno dando onore. E l'azzurro silenziosamente sta provando a dare battaglia. Silenziosamente anche perché i componenti della Giunta sono tenuti a un vincolo di segretezza. Nel report spiega presumibilmente al Cavaliere (c'è la firma ma non il destinatario) lo stato dell'arte, e si sfoga anche un po'. E lo può fare solo con il suo leader, l'unico ad non essersi mai arreso alla sconfitta. «Dopo otto mesi di ostruzionismo della sinistra - la verifica delle schede è iniziata dalla fine del gennaio 2007 - si legge nel dossier riservato - Essa comprende un primo campione su base nazionale di seimila sezioni pari al 10% del totale, più tutte le sezioni dove vi siano state delle segnalazioni di anomalie. In base al regolamento della Camera, il Comitato di Verifica, costituito da un parlamentare per ogni gruppo, lavora di fatto come seggio elettorale, procedendo a un nuovo spoglio delle schede valide, bianche e delle nulle, nonché all'esame dei relativi verbali e tabelle di scrutinio». Di qui la prima annotazione: «Questo significa che i tempi sono inevitabilmente lentissimi, e a renderli ancora più lenti è il poco entusiasmo della sinistra». Di questo passo si finirebbe nel 2019. Infatti, è scritto nell'appunto: «Continuando con il ritmo attuale, ci vorrebbero circa 12 anni solo per completare il campione del 10%!». A Berlusconi viene quindi spiegata la situazione: «Tuttavia i risultati ottenuti fin qui evidenziano una tendenza di netto recupero della CdL. Proiettati su base nazionale, porterebbero il centro-destra a recuperare 21.942 voti. Quindi il divario fra le due coalizioni scenderebbe da 24.775 voti (0,06%) a 2.813 (0,007%). Un margine così piccolo - si rileva nel dossier -, ricavato da una proiezione, evidentemente impone il riconteggio di tutte le schede, confermando le preoccupazioni che avevamo manifestato fin dall'inizio». La seconda parte del report riservato contiene un grido di allarme: «In ogni caso, con gli attuali ritmi di verifica, il controllo non potrebbe mai terminare in tempo utile. E quindi, se la verifica dev'essere una cosa seria, occorre cambiare modalità. È noto che la Costituzione all'art. 66 assegna alla Camera il potere esclusivo di verifica del risultato elettorale». L'autore dell'appunto suggerisce: «Potremmo quindi chiedere una modifica dei regolamenti parlamentari della Camera che permetta di impegnare nel lavoro di verifica altri parlamentari, così da costituire non uno, ma cento o centocinquanta seggi, composti da deputati e da un congruo numero di personale che consenta una adeguata assistenza nel riconteggio. Solo così sarà possibile completare la verifica in termini ragionevoli. Questa proposta metterebbe alla prova la sinistra sulla reale volontà di procedere a una seria verifica». La situazione tanto confusa che la stessa Camera, almeno ufficialmente, non ha mai reso noti i risultati delle elezioni politiche. Lo ha fatto con un documento che conteneva un errore e infatti fu rapidamente ritirato. Intanto dalla prima verifica, che è stata effettuata soprattutto sulle sezioni di Lazio 1, si intuisce che il centrodestra ha perso 25 voti che moltiplicato per le 135 sezioni controllate del campione e proiettate sulle 60mila totali porta a una perdita di 11mila voti. L'Unione invece ne perde 75 di preferenze che in proiezioni fanno a una riduzione di 33mila voti. Dunque, la differenza totale non sarebbe più di quasi 25mila voti ma di meno di tremila. Che tendono a scendere perché, nel frattempo, la Giunta della Camera ha controllato un'altra quarantina di sezioni. E la forbice s'è ridottta ancora. Ancora. |
22 giugno 2007
Fontana (FI): Poca credibilita' dovuta anche da mancata verifica risultato politiche
Noi lo siamo quanto lui, e a maggior ragione perche', tra l'altro, ancora non e' stato possibile verificare l'esito delle ultime elezioni politiche e stabilire, nel rispetto dell'articolo 66 della Costituzione, chi abbia davvero vinto le elezioni.
Con il risultato che la certezza di come si sia espressa la volonta' popolare nelle urne non e' ancora stata acquisita. E non lo sara' se non ci sara' un'accelerazione nelle operazioni di verifica delle schede che, anche a causa degli otto mesi di ostruzionismo da parte della maggioranza di sinistra, sarebbero destinate a concludersi in tempi inaccettabili minando in maniera irreparabile proprio la credibilita' delle Istituzioni.
on. Gregorio Fontana, Capogruppo di Forza Italia nella Giunta delle Elezioni della Camera
